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Ferraterra nasce nel periodo dei miei studi universitari, inizialmente come acronimo dalle parole ferro, rame e terracotta ovvero dei tre materiali che utilizzavo per le creazioni artigianali che realizzavo nel mio tempo libero.
All’inizio si trattava di piccoli oggetti, poi sono passata alla realizzazione di lampade. 
Col tempo è diventato un modo per firmare tutto ciò che è frutto del mio lavoro creativo che poi realizzo io stessa con le mie mani, dall’oggetto in feltro al mobile in legno.

Quindi mi sembrava d’obbligo chiamare in questo modo anche il mio blog dato che questo è l’argomento di cui tratta.
Ferraterra è un laboratorio di idee in cui potete trovare spunti per realizzare oggetti per la vostra casa, per renderla più simile a voi e, se questo non dovesse bastarvi, potete chiedermi una consulenza per aiutarvi a trovare la vera natura della vostra casa.
Io mi chiamo Alessandra e sono un architetto.
Sin da piccola mi piaceva giocare con le case delle bambole, le modificavo, le arredavo e le decoravo con ritagli di carte colorate. Poi ho capito che di questa passione potevo farne una professione, così sono diventata grande e adesso faccio le stesse cose con le case vere, a cominciare dalla mia che è sempre in continua trasformazione!
Nel 2006 mi sono laureata in Architettura al Politecnico di Torino e nel 2007 ho conseguito il diploma di Master in Architettura Ecosostenibile a Bologna.
In seguito a questa esperienza sono stata alcuni mesi in Francia presso il sito sperimentale di architettura Cantercel dove ho avuto modo di avvicinarmi ad un metodo progettuale totalmente organico, secondo il quale l’approccio sensoriale è fondamentale.
Gli spazi di vita in cui noi viviamo sono generati dai nostri gesti e dalle nostre abitudini, sforzarsi di vivere in luoghi privi della nostra personalità fa sì che essi siano sempre più estranei a noi e che non ci facciano sentire “a casa”.
Il mio approccio, quindi, nei confronti di una casa, è sempre quello di comprenderne la sua natura e quella dei suoi abitanti, perché il progetto non sia solo un gesto grafico, ma un’esperienza di vita.
Ma che aspettate a conoscermi meglio?